C’è un cammello di metallo nascosto in una stradina di Agüimes che desideravo vedere da tempo.
Non so dirti esattamente perché mi fosse rimasto in testa, forse una foto vista per caso, forse solo il nome di questo paese che continuava a saltare fuori ogni volta che qualcuno mi parlava dell’entroterra di Gran Canaria.
Fatto sta che un mattino di luglio ho preso l’auto da Las Palmas e mi sono diretto verso il sud est dell’isola, con quella curiosità un po’ ostinata di chi vuole finalmente vedere con i propri occhi qualcosa che si porta dietro da mesi.
Prima di iniziare, devo dirti una cosa per me importante
Quando sono arrivato qui, la prima cosa che ho imparato è che Gran Canaria (così come le altre isole) non si limita a essere bella: è anche fragile, e chi ci vive lo sa bene.
Qui le risorse sono limitate, gli ecosistemi sono più fragili di quanto sembri in foto, e ogni comportamento fuori posto lascia un segno che dura più a lungo di una vacanza. Ma il rispetto per un luogo non riguarda solo la natura: riguarda anche le persone che lo abitano da sempre, le loro abitudini, i loro ritmi, la loro lingua.
Che tu sia di passaggio per una settimana o che, come me, tu abbia scelto di restare, il modo in cui ti metti in relazione con questa terra fa la differenza: imparare qualche parola in spagnolo, scoprire i luoghi senza trasformarli, sostenere chi qui ci lavora da una vita invece di limitarti a passarci accanto.
Non serve rinunciare a niente, le Canarie sono meravigliose e hanno tante bellezze da vivere e scoprire. Basta ricordarti che ogni posto che scopri in questo articolo è anche la casa di qualcuno, la sua storia, la sua cultura. È un piccolo gesto, ma è anche il modo più semplice per dire grazie a un'arcipelago che, nonostante le difficoltà, ci accoglie.
Un centro storico che cambia colore ad ogni angolo
Agüimes ti accoglie con un contrasto che non mi aspettavo.
Cammini tra vie strette e acciottolate e ti trovi circondato da case bianche, credo imbiancate a calce, con i mattoni lasciati a vista sugli angoli e sulle cornici.
Poi basta svoltare l’angolo e la scena cambia completamente: le facciate esplodono in colori sgargianti, soprattutto sui toni del giallo, che nel sole di luglio sembrano quasi vibrare.
È un centro storico che gioca con la luce delle Canarie in un modo che a Las Palmas trovi solo nel quartiere di Vegueta.
Non è un caso che questo casco histórico venga considerato uno dei più affascinanti dell’isola: le sue origini coloniali si leggono ancora oggi nell’architettura, tra case signorili e chiese che hanno attraversato secoli senza perdere quel senso di intimità che oggi lo rende così piacevole da attraversare a piedi.
Ma la vera sorpresa di Agüimes, per me, sono state le sculture metalliche sparse per le stradine.
Le trovi agli angoli, appoggiate ai muri, quasi mimetizzate nel tessuto urbano, e sono curate nei minimi dettagli, al punto che ti fermi a guardarle più a lungo di quanto avessi previsto.
Il cammello che cercavo da tempo è lì, in una stradina qualunque, e ovviamente non è mancata la foto di rito. Ma quella che mi ha conquistato di più è un’altra: la statua degli innamorati, che trasmette una dolcezza che non mi aspettavo di trovare passeggiando tra le vie di un paese.




Ma la vera sorpresa di Agüimes, per me, sono state le sculture metalliche sparse per le stradine.
Le trovi agli angoli, appoggiate ai muri, quasi mimetizzate nel tessuto urbano, e sono curate nei minimi dettagli, al punto che ti fermi a guardarle più a lungo di quanto avessi previsto.
Il cammello che cercavo da tempo è lì, in una stradina qualunque, e ovviamente non è mancata la foto di rito. Ma quella che mi ha conquistato di più è un’altra: la statua degli innamorati, che trasmette una dolcezza che non mi aspettavo di trovare passeggiando tra le vie di un paese.



Una casa antica diventata scrigno di artigianato
Vicino a Plaza del Rosario sono entrato in un negozio di artigianato ricavato da un’antica casa tipica del posto, con le sue stanze originali trasformate in piccoli spazi espositivi.
Una stanza è dedicata a oggetti ricreati da materiali riciclati, un’altra alla ceramica, un’altra ancora al mondo tessile.
Se ami l’artigianato locale, questa tappa non può mancare: si respira la cura di chi lavora ancora con le mani, dentro pareti che hanno visto passare generazioni di famiglie del paese.
La Chiesa di San Sebastián: piccola ma piena di dettagli
Proprio in Plaza del Rosario si trova la Chiesa di San Sebastián, che dall’esterno colpisce già per la sua facciata neoclassica, ma che dentro riserva una sorpresa ancora più bella.
È piccola, ma ricchissima di dettagli: l’altare e le nicchie laterali mi hanno lasciato a bocca aperta, soprattutto per quel blu intenso su cui spicca l’oro delle decorazioni, un contrasto che cattura lo sguardo appena varchi la soglia.
Non è un caso che questo edificio sia stato dichiarato Monumento Storico Artistico Nazionale: si sente, anche solo stando fermi qualche minuto in silenzio davanti all’altare.

Colazione da La Tartería
Prima di rimettermi in strada mi sono fermato a fare colazione da La Tartería, con un espresso e un cookie alla Nutella che mi ha messo di buon umore per il resto della giornata.
Un piccolo momento di pausa, semplice ma gustoso, perfetto per godersi ancora un po’ l’atmosfera del paese prima di ripartire.
Quanto tempo dedicare ad Agüimes
Il centro di Agüimes si visita tranquillamente in una mattinata.
Non è un paese che richiede un’intera giornata, ma è proprio questa la sua forza: in poche ore riesci a respirare un’atmosfera completamente diversa da quella di Las Palmas, tra vicoli silenziosi, colori che cambiano ad ogni angolo e piccoli dettagli che ti fanno rallentare il passo.
Sono tornato in auto verso Las Palmas con quella sensazione che si prova quando finalmente vedi qualcosa che aspettavi da tempo, e scopri che valeva davvero la pena aspettare.
Agüimes non è un paese che urla per farsi notare: è un paese che si lascia scoprire piano, angolo dopo angolo, ed è forse proprio per questo che mi è rimasto addosso.


