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Overbooking Gran Canaria & Hosteltur Summit 2026: turismo, comunità e intelligenza artificiale a Las Palmas

Dopo due anni lontano dagli eventi di settore, torno all'Overbooking Gran Canaria & Hosteltur Summit e ritrovo l'energia di chi crede che raccontare un territorio significhi proteggerlo. Tra intelligenza artificiale, crescita e valore, e un parallelo con la Puglia, un pomeriggio che ridefinisce perché scrivo di Gran Canaria ogni giorno.
Overbooking Gran Canaria: ingresso auditorium Alfredo Kraus

Indice dei contenuti

Sono quasi due anni che non mettevo piede a un evento di marketing e turismo: da quando mi sono trasferito a Gran Canaria, tra sistemarmi qui e ricominciare tutto da capo, gli eventi di settore sono rimasti in fondo alla lista delle priorità.

Poi ieri, 17 settembre, sono entrato nell’Auditorio Alfredo Kraus di Las Palmas de Gran Canaria per l’Overbooking Gran Canaria & Hosteltur Summit 2026, e in un pomeriggio ho ritrovato tutta l’energia che mi mancava.

.non solo posti da vedere

Prima di iniziare, devo dirti una cosa per me importante

Quando sono arrivato qui, la prima cosa che ho imparato è che Gran Canaria (così come le altre isole) non si limita a essere bella: è anche fragile, e chi ci vive lo sa bene.

Qui le risorse sono limitate, gli ecosistemi sono più fragili di quanto sembri in foto, e ogni comportamento fuori posto lascia un segno che dura più a lungo di una vacanza. Ma il rispetto per un luogo non riguarda solo la natura: riguarda anche le persone che lo abitano da sempre, le loro abitudini, i loro ritmi, la loro lingua.

Che tu sia di passaggio per una settimana o che, come me, tu abbia scelto di restare, il modo in cui ti metti in relazione con questa terra fa la differenza: imparare qualche parola in spagnolo, scoprire i luoghi senza trasformarli, sostenere chi qui ci lavora da una vita invece di limitarti a passarci accanto.

Non serve rinunciare a niente, le Canarie sono meravigliose e hanno tante bellezze da vivere e scoprire. Basta ricordarti che ogni posto che scopri in questo articolo è anche la casa di qualcuno, la sua storia, la sua cultura. È un piccolo gesto, ma è anche il modo più semplice per dire grazie a un'arcipelago che, nonostante le difficoltà, ci accoglie.

Un ritorno che non mi aspettavo mi facesse così bene

Non lo dico per modo di dire: quando sono uscito dall’Auditorio, camminavo più leggero.
C’è qualcosa che mi tocca ogni volta che mi trovo in spazi come quello, vedere centinaia di persone (erano oltre 600, in questa XIV edizione) parlare con passione di come prendersi cura di un luogo.

È una sensazione che avevo quasi dimenticato, e che mi ha ricordato perché ho scelto di fare questo lavoro.

Cambiano le dinamiche da un paese all’altro, cambiano i problemi specifici, ma seduto tra il pubblico ho pensato che il denominatore comune resta identico ovunque: comunicare bene un territorio non significa solo farlo conoscere. Significa proteggerlo. Significa avere cura della sua cultura, delle sue origini, delle persone che lo abitano ogni giorno, molto prima che dei turisti che lo attraversano.

Mariano Di Venere a Overbooking Gran Canaria

Turismo, comunità e convivenza: il tema che mi ha fatto pensare più di tutti

Il filo conduttore di quest’edizione era proprio questo: turismo, comunità e convivenza.

Non “quanti arrivi in più“, ma che tipo di relazione costruiamo tra chi visita l’isola e chi ci vive tutto l’anno. Cosa significa overtourism per Gran Canaria, in numeri.

Cosa significa overtourism per Gran Canaria, in numeri

Non sono discorsi campati per aria.
Gran Canaria ha chiuso il 2025 con quasi 4,9 milioni di turisti, il 3% in più rispetto all’anno precedente, e nei soli primi sette mesi del 2026 l’isola ha già contato oltre 2,8 milioni di visitatori, per più di un miliardo di euro di incassi alberghieri.

Il presidente del Cabildo, Antonio Morales, lo ha detto chiaramente dal palco: non possiamo più limitarci a promuovere una destinazione.

Sono numeri che, da soli, raccontano che il tempo della semplice promozione è finito, ed è iniziato quello della gestione consapevole della domanda.

Come il turismo entra nella vita quotidiana di chi vive qui

Il turismo non è solo economia: è la fila al supermercato del quartiere che si allunga in alta stagione, sono gli autobus pieni, sono i prezzi che salgono per tutti, non solo per chi è in vacanza.

Morales lo ha inquadrato così, sul palco: chi visita l’isola e chi ci vive fanno parte della stessa realtà, e il valore che il turismo genera deve tornare al territorio, non fermarsi altrove.

È un modo di ragionare che ho sentito quasi come un sollievo, detto da chi ha il compito istituzionale di far crescere il settore. Significa che la convivenza tra chi arriva e chi resta è diventata, finalmente, parte del discorso ufficiale, e non solo di chi opera nel settore.

Trasformare il turismo in sviluppo, non in consumo

Il filo che legava tutti gli interventi era chiaro: il turismo deve tornare a essere un’opportunità di sviluppo per il territorio, non un consumo di cui il conto lo paga chi ci abita.

Significa costruire convivenza reale con la comunità, non semplice tolleranza reciproca.
Lo stesso Morales lo ha sintetizzato bene: la sfida è rafforzare i legami tra turismo, destinazione e comunità, verso un modello in cui l’attività turistica sia compatibile con la conservazione del territorio, l’identità di Gran Canaria e il benessere di chi ci vive.

Non erano discorsi da convegno recitati per dovere. Si respirava la stessa domanda che mi faccio anche io scrivendo di quest’isola: come si racconta un posto senza consumarlo?

Overbooking Gran Canaria: Speaker sul palco del OVB26

L’intelligenza artificiale è entrata in scena, e mi ha lasciato a pensare per ore

Nel pomeriggio si sono alternati interventi molto diversi tra loro.
Marcus Hurst ha parlato di storytelling turistico, Juan de Rus di psicologia e comportamento del viaggiatore, Miguel Mirones di ICTE di qualità, sostenibilità e collaborazione pubblico-privata.

Ma è stato l’intervento di Rafael de Jorge, di GrowTur, a colpirmi più di tutti: da web designer, è stata la masterclass che mi ha coinvolto di più, perché ha toccato temi con cui mi confronto ogni giorno nel mio lavoro (Si! Prima di essere un travel blogger, sono soprattutto un web designer).

Il discorso si è spostato sulla tecnologia, e in particolare su come l’intelligenza artificiale sta già cambiando il modo in cui organizziamo un viaggio. Non tra qualche anno: adesso.

Chi cerca una meta, sempre più spesso, lo fa passando prima da una conversazione con un assistente come ChatGPT, Gemini o Claude, piuttosto che da un motore di ricerca tradizionale, e questo significa che il modo in cui un territorio racconta se stesso online sta diventando ancora più decisivo di prima.

Sono uscito da quella parte dell’incontro con più domande che risposte, ed è la sensazione migliore che un talk possa lasciarti. Ci ho pensato per il resto della giornata, e onestamente ci sto ancora pensando adesso mentre scrivo.

Overbooking Gran Canaria: MasterClass IA e Turismo

Perché io, italiano, mi sento responsabile di raccontare bene quest’isola

Sono italiano e vivo su quest’isola da un anno.
Non l’ho scelta per caso, e ormai la sento mia in un modo che non mi aspettavo quando sono arrivato. Raccontare questo territorio con rispetto è diventato qualcosa che va molto oltre il lavoro: è una responsabilità che ho scelto di prendermi, senza che nessuno me lo chiedesse.

Si traduce nei luoghi che decido di raccontare, nei disclaimer che inserisco quando spiego come vivere l’isola, nelle call 1:1 in cui insisto su quanto conti abitare Gran Canaria con rispetto.

E se il problema non fosse crescere, ma generare valore?

C’è un passaggio del summit che è rimasto fisso nella memoria: e se la vera sfida del turismo non fosse continuare a farlo crescere, ma aumentare il valore che genera per il territorio e per chi lo abita?

Non quanti visitatori arrivano, ma quanto valore lascia ognuno di loro, quanto di quel valore resta davvero sull’isola, come si distribuisce tra imprese e lavoratori, e come la vita di chi arriva convive con quella di chi qui ci vive tutto l’anno.

È un cambio di prospettiva che sposta il centro del discorso.
Una destinazione turistica non è solo un insieme di hotel, spiagge, ristoranti, attrazioni culturali e collegamenti aerei: è prima di tutto un luogo dove vive gente.

Chi visita Gran Canaria e chi ci abita condivide le stesse strade, gli stessi spazi pubblici, le stesse risorse, lo stesso patrimonio, lo stesso territorio. In fondo, la stessa realtà.

Anche i numeri sembrano andare in questa direzione.
Nei primi sette mesi del 2026 i ricavi delle strutture ricettive dell’isola sono cresciuti del 4,6%, superando il miliardo di euro, con una tariffa media giornaliera per camera di 134,12 euro, il 4,7% in più rispetto all’anno precedente.

I ricavi crescono più degli arrivi, ed è esattamente la direzione di cui si parlava sul palco. Lo stesso Álamo lo ha detto a modo suo: l’obiettivo non è più soltanto attirare turisti, ma costruire un turismo competitivo, redditizio e capace di generare sempre più valore per l’isola.

Un altro tassello di questo ragionamento riguarda la destagionalizzazione: allargare il turismo lungo tutto l’anno e diversificare i mercati di provenienza, invece di concentrare tutto in poche settimane e su pochi paesi, così da distribuire meglio anche la pressione sull’isola.

La direzione emersa da questa edizione va proprio in questo senso: costruire per l’isola un modello turistico in cui attività economica, sostenibilità e benessere sociale stiano in equilibrio, senza che uno finisca per schiacciare gli altri.

Speaker Overbooking Gran Canaria

Il parallelo che mi porto a casa: la Puglia

Mentre sto scrivendo questoa rticolo mi è tornata in mente la mia Puglia.
È quasi come se fosse una piccola Gran Canaria di terraferma: fragile allo stesso modo, alle prese con lo stesso overtourism che negli ultimi anni ha travolto zone come il Salento.

Una è un’isola in mezzo all’Atlantico, l’altra è la regione più estrema d’Italia, il tacco che si allunga nel Mediterraneo, ma la fragilità di fondo si somiglia parecchio.

In Puglia si sta provando a trasformare il turismo in un’opportunità per far crescere e migliorare il territorio, non solo per riempirlo di visitatori. La strada è ancora lunga, e non tutto funziona, ma su alcuni aspetti la scommessa si sta già concretizzando.

Sono due modelli diversi, nati in contesti diversi, ma raccontano la stessa possibilità: che il turismo possa diventare motore di evoluzione, invece che semplice consumo di un territorio.

E allora mi chiedo, tornando a Las Palmas: riuscirà anche Gran Canaria a fare lo stesso salto, magari più in fretta di quanto stia succedendo nella mia terra?

Overbooking Gran Canaria: Speaker

Conclusione

Torno a casa da questo pomeriggio all’Overbooking Gran Canaria & Hosteltur Summit con più consapevolezza di quanta ne avessi ieri mattina, e con la conferma di una cosa che sospettavo già: raccontare Gran Canaria non è raccontare spiagge e panorami.

È raccontare un equilibrio, quello tra chi arriva e chi resta, che va rispettato ogni volta che scrivo una riga su questo blog.

Mi porto a casa tre cose, soprattutto.
La prima è che i numeri, da soli, non bastano più: contano quanto valore resta davvero sul territorio, non solo quanti arrivi si registrano ogni anno.

La seconda è che l’intelligenza artificiale sta già cambiando le regole del gioco, e chi lavora nel turismo o nella comunicazione, me compreso, non può più permettersi di ignorarla.

La terza è che la convivenza tra chi visita e chi vive qui non è un dettaglio da gestire a margine, ma il punto da cui parte ogni discorso serio sul futuro dell’isola.

Spero che il prossimo Overbooking Gran Canaria trovi un’isola un po’ più avanti su questa strada: non più turisti a tutti i costi, ma più equilibrio, più consapevolezza, più rispetto reciproco.

Ed è un equilibrio a cui, da oggi, presto ancora più attenzione.

Mariano Di Venere (theredmari) travel blogger Gran Canaria e Puglia

Mariano Di Venere

Travel blogger e content creator

La Puglia mi scorre nelle vene, ma oggi la mia vita ha trovato casa a Gran Canaria. È da qui che racconto paesaggi, storie e curiosità della mia nuova isola, senza dimenticare le radici pugliesi che mi accompagnano sempre. Sagittario inquieto, amo viaggiare, scoprire posti nuovi e lasciarmi sorprendere dalla bellezza delle cose.
Sono ossessionato dal rosso, ma questo credo si sia abbondantemente capito.

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