Un anno a Las Palmas: 10 cose che sono cambiate nella mia vita

A un anno dal trasferimento da Turi a Las Palmas de Gran Canaria, un bilancio personale fatto di piccole scoperte quotidiane e verità scomode. Un racconto autentico su cosa significhi davvero ricominciare altrove, lasciarsi cambiare senza accorgersene e imparare, pezzo dopo pezzo, a riconoscersi in una versione nuova di sé.
Mariano Di Venere a Las Canteras

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C’è un momento, poco prima di partire, in cui la paura di sbagliare tutto diventa più forte di qualsiasi entusiasmo.

Il mio è stato a luglio 2025, valigie chiuse, un biglietto di sola andata da Turi a Las Palmas de Gran Canaria e una domanda che non riuscivo a togliermi dalla testa: chi sarei diventato dopo tutto questo?

Oggi, a distanza di un anno, posso dirti che quella paura aveva ragione di esserci, ma non nel modo in cui la immaginavo.

Sono cambiato davvero, e non parlo di un cambiamento vago o da cartolina. Parlo di piccole cose, quotidiane, a volte scomode, che pezzo dopo pezzo mi hanno reso una persona diversa da quella che è partita.

Voglio raccontartele senza filtri, come le ho vissute io.

1 – Il ritmo della vita

La prima cosa che mi ha travolto è stato il ritmo.
Qui non c’è nulla del caos a cui siamo abituati in Italia, ed è ancora più lento di quello a cui ero abituato in Puglia. Le persone vivono ogni istante con un’intensità diversa, a volte a scapito degli orari, impegni compresi.

Si pranza tardissimo, tra le 14 e le 16:30, e si cena altrettanto tardi, tra le 22 e le 23. Io arrivavo da un pranzo alle 12:30 e una cena alle 19:30. Non seguo sempre alla lettera gli orari canari, ma dopo dodici mesi sono entrati a far parte di me.

Devo essere sincero: adattarmi non è stato affatto semplice, all’inizio è stato quasi traumatico.

2 – Imparare a prendermi cura di una casa

Gestire una casa è stato più facile di quanto pensassi.
Forse merito di mia madre, che mi ha sempre allenato a occuparmi di alcune faccende domestiche e a essere autonomo.

Ho imparato a organizzare la routine tra bucato, pulizie profonde e pulizie quotidiane per mantenere l’ordine.

Certi giorni è un disastro, i ritmi di lavoro in certi periodi non lasciano tregua, ma quando mi sono trasferito partivo già da una buona base.

Avere uno spazio mio mi ha aiutato a mettere ordine nelle mie abitudini.
Sono molto disordinato, ma ci sto lavorando. Casa non sembra essere mia e ogni volta che la vedo mi sorprendo anche io.

Renderla più “red” e minimal è stata un’esperienza fantastica.

3 – Dai fornelli mai accesi alla cucina di casa

Chi l’avrebbe mai detto?

A casa non avevo molte occasioni per sperimentare ai fornelli. La cucina mi annoiava, la consideravo qualcosa di complicato che portava via troppo tempo.

C’erano però due fattori a mio sfavore: mia madre cucina benissimo e mi ha abituato a sapori di qualità, e poi, semplicemente, mi piace mangiare.

Già dai primi giorni ho cominciato a preparare qualche piatto con risultati sorprendenti. Con il tempo ho sperimentato parecchio e ora me la cavo bene.

La cucina italiana, soprattutto quella pugliese, non manca mai.
Mi diverto un mondo a organizzare cene e cucinare per le persone che mi stanno a cuore, e mi dicono che ho davvero del talento ai fornelli.

Mi sembra ancora assurdo.

4 – Lo sport che non mi aspettavo

Questa è stata veramente una sorpresa piacevole.

Sono sempre stato sedentario e lo sport non mi ha mai attirato particolarmente.
Da bambino facevo nuoto, mi piaceva tantissimo, ma crescendo l’entusiasmo si è spento.

Da quando sono qui ho cominciato ad andare in palestra nei primi mesi, finché non ho scoperto il fitboxing. Una scoperta che ha ribaltato le mie abitudini e finalmente mi ha spinto a muovermi un po’.
Te ne ho parlato in questo articolo del blog.

Non sono un modello, ma i risultati si vedono.

5 – Imparare a godermi i momenti

La frenesia della vita in Italia non mi lasciava spazio per pensare a me stesso, per dedicare anche solo dieci minuti a perdermi con lo sguardo fisso sull’orizzonte del mare.

Ora invece cerco sempre di ritagliarmi un momento per staccare e godermi le meraviglie di quest’isola.

Ogni weekend scopro un paese nuovo dell’isola, e ultimamente anche le altre isole dell’arcipelago.

6 – Il clima, capitolo a parte

Se ti sei fatto l’idea dell’eterna primavera canaria, arrivando a Las Palmas de Gran Canaria scoprirai che le cose stanno diversamente.

Trovandosi nella zona nord dell’isola, il meteo qui è imprevedibile: si passa dal caldo al freddo, dal sole alle nuvole, da un acquazzone lampo a un sole che acceca. A guidare questo disordine è il vento, che a Las Canteras soffia da entrambi i lati della città.

Ci si mettono anche la panza de burro, quella coltre di nuvole basse che avvolge la città, e la calima, la polvere sospesa che arriva dritta dal Sahara.

Lo scorso inverno, quello tra il 2025 e il 2026, è stato insolitamente rigido, un’anomalia per gli standard dell’isola, e diversi canari con cui ho parlato si sono lamentati di questo cambiamento fuori dal comune.
In Puglia il cielo invece è quasi sempre terso, con il sole che illumina la città quasi ogni giorno.

Io sono meteoropatico, il clima influenza parecchio il mio stato d’animo, ed è anche per questo che ho scelto di trasferirmi qui. Devo ammettere che abituarmi all’idea di svegliarmi con il cielo grigio è stato traumatico, all’inizio proprio non lo digerivo.

Per fortuna non è sempre così.
A volte il clima ti regala delle sorprese bellissime, e forse l’ho descritto in modo un po’ più drammatico di quanto sia in realtà. Passare il Natale con il sole in riva al mare resta una delle cose più belle che si possano vivere qui.

7 – Superare il senso di imbarazzo

Può suonare strano detto da uno che fa video sui social e ha un passato da cantante, ma sono molto timido, e quando mi sono trasferito qui è stato un incubo.

Avevo appena iniziato a studiare spagnolo e ogni volta che dovevo parlare mi assaliva l’ansia.
Vivere qui è stata una vera palestra per superare paure inutili e quella sensazione costante di sentirmi inadeguato. Ora parlo spagnolo senza problemi e sono un pò meno timido (ci sto lavorando!).

Non sono a livello C1, ma riesco a ragionare e a farmi capire tranquillamente.

8 – Cambiare prospettiva

Per quanto mi senta cosmopolita e di mentalità aperta, essere cresciuto in un paesino lascia un’impronta che non si cancella facilmente.

In quest’ultimo anno sono cambiato molto. Lo sento io, ma se ne accorgono soprattutto gli altri.

Mi dicono spesso “sei cambiato“, “ti vedo diverso“. Ed è vero.

Ho cambiato il modo di guardare le cose, il modo di approcciarmi al mondo, sono diventato più libero e meno condizionato dai pregiudizi.

Qui la società è profondamente diversa da quella italiana.
Puoi girare con calzini e ciole, le infradito in canario, senza che nessuno ti giudichi o dica niente. Puoi essere libero di essere te stesso al cento per cento.

È difficile abituarsi, ma è il regalo più grande che puoi farti.

9 – Socializzare e condividere

Sono sempre stato molto, estremamente socievole, finché le esperienze della vita non mi hanno portato a chiudermi.

Quando mi sono trasferito avevo in testa una sola parola: solitudine.
Avevo bisogno di silenzio, di ritrovare me stesso, di recuperare la fiducia nel genere umano.

Dopo circa quattro mesi ho iniziato piano piano ad aprirmi e a confrontarmi con il mondo, del resto sono un sagittario.

Ho avuto la fortuna di incontrare persone straordinarie, di aprirmi anche con i canari, che sono piuttosto diffidenti e tendono a stringere legami soprattutto tra di loro.

Ora ho amici canari, italiani e di altre nazionalità, e sono molto più propenso a costruire connessioni autentiche. Autentiche è la parola chiave.

A una certa età preferisco investire il tempo in qualcosa di vero, non in rapporti di facciata.

10 – Immergersi in una nuova cultura

Da quando sono qui sono tornato a essere una spugna.

Ho sempre fame di scoprire cose nuove, di immergermi completamente nella cultura canaria, di alimentare quella curiosità che mi ha sempre contraddistinto e che negli ultimi anni si era un po’ affievolita.

La cultura canaria, e di riflesso quella spagnola, sono meravigliose.
Scopro qualcosa di nuovo ogni giorno, anche grazie all’aiuto di chi è nato su quest’isola.

Ho esplorato sapori nuovi, tradizioni, credenze, modi di vivere e di relazionarsi con gli altri.

È stata una vera iniezione di vita.

Bonus: La cosa più importante

Può sembrare scontato, ma per me è il punto più importante di tutto questo racconto.

Imparare a volersi bene e a rispettarsi.

Da quando vivo a Gran Canaria, il mio corpo mi manda segnali molto più chiari a seconda di quello che sto attraversando.

Ho passato un periodo difficile, e questo mi ha fatto capire che era arrivato il momento di darmi delle priorità, di ascoltarmi sul serio e di prendere decisioni che, anche se mi hanno fatto soffrire o lasciato il segno, erano necessarie per avere rispetto di me stesso.

Non è un percorso semplice.

Penso sia una delle sfide più grandi con cui bisogna misurarsi ogni giorno. La stabilità resta sempre un equilibrio precario tra momenti duri e momenti di gioia da vivere fino in fondo.

Come diceva Jean-Paul Sartre, siamo una parentesi tra due nulla.
E se questa parentesi la sto riempiendo così, tra vento, calima, spagnolo balbettato e piatti pugliesi cucinati a duemila chilometri da casa, allora forse ne è valsa davvero la pena.

Conclusione

Ripenso spesso a quella paura che mi porto dietro dal giorno della partenza, quella domanda su chi sarei diventato.

Oggi so che la risposta non era una sola cosa, ma tutte queste insieme: gli orari che non rispetto mai fino in fondo, il vento che mi scompiglia i capelli a Las Canteras, i piatti che ho imparato a cucinare, le persone che ho lasciato entrare di nuovo nella mia vita.

Non sono partito per diventare qualcun altro.
Sono partito, semplicemente, per scoprire chi ero davvero quando toglievo tutte le scuse.

E un anno dopo, quella persona inizia a piacermi.

Mariano Di Venere (theredmari) travel blogger Gran Canaria e Puglia

Mariano Di Venere

Travel blogger e content creator

La Puglia mi scorre nelle vene, ma oggi la mia vita ha trovato casa a Gran Canaria. È da qui che racconto paesaggi, storie e curiosità della mia nuova isola, senza dimenticare le radici pugliesi che mi accompagnano sempre. Sagittario inquieto, amo viaggiare, scoprire posti nuovi e lasciarmi sorprendere dalla bellezza delle cose.
Sono ossessionato dal rosso, ma questo credo si sia abbondantemente capito.

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