C’è un momento in cui capisci che stai per entrare in qualcosa di più grande di te. Mi è successo davanti alla Cattedrale di Siviglia, prima ancora di varcare la soglia.
Da italiano appassionato di storia, sapevo cosa mi aspettava lì dentro: la tomba di Cristoforo Colombo, un luogo che sognavo di visitare da anni.
Non immaginavo però che l’intera esperienza, tra cappelle, volte immense e la salita alla Giralda, mi avrebbe tenuto impegnato per quasi due ore e con gli occhi colmi di stupore e meraviglia.
Come prenotare e acquistare i biglietti per la Cattedrale di Siviglia
Sul sito ufficiale della cattedrale esiste una sezione dedicata alla visita gratuita, che permette di svolgere una visita solo ed esclusivamente la domenica dalle 16:30 alle 18:00.
È importante prenotarla con largo anticipo, perché i posti si esauriscono in fretta, quindi il mio consiglio è controllare le disponibilità appena si decide la data del viaggio. Una volta prenotato, l’accesso è rapido: pochi minuti e sei dentro.
Ahimè, non ho avuto la fortuna di poter accedere alla cattedrale gratuitamente in quanto i posti erano già esauriti. Ho comprato l’accesso qui.
Un dettaglio da non sottovalutare riguarda l’abbigliamento, soprattutto per le visitatrici: come in ogni chiesa, è richiesto coprire le spalle, e se si indossa una gonna deve arrivare sotto il ginocchio. Meglio saperlo prima, per evitare sorprese all’ingresso.
Dentro la cattedrale: un viaggio nei secoli
Superata la soglia, la sensazione è di essere entrati in qualcosa di sproporzionato rispetto a qualsiasi altra chiesa vista prima.
È la cattedrale gotica più grande del mondo, e i lavori partirono nel 1401 sulle rovine dell’antica Moschea Maggiore di Isbilya, danneggiata da un terremoto nel 1356.
I canonici dell’epoca vollero un edificio talmente imponente da far sembrare pazzi chi lo avrebbe progettato: ci vollero oltre cento anni di lavori, conclusi nel 1506, per arrivare al risultato che si vede oggi, dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1987 insieme al Real Alcázar e all’Archivio delle Indie.
Della vecchia moschea restano ancora il Patio degli Aranci, la Porta del Perdono e la base della stessa Giralda.
Camminare al suo interno significa attraversare secoli diversi in poche centinaia di metri: le volte enormi sopra la testa, le cappelle una diversa dall’altra, le piccole esposizioni e i musei interni che raccontano pezzi di storia della città.
Anche l’organo, mi ha lasciato senza parole.
Ma il motivo per cui ero davvero lì è un altro.
La tomba di Cristoforo Colombo
La aspettavo da anni, e quando finalmente mi sono trovato davanti al monumento funebre di Cristoforo Colombo, sorretto dalle quattro figure che rappresentano i regni di Castiglia, León, Aragona e Navarra, ho sentito quell’emozione che si prova solo davanti a qualcosa che hai immaginato a lungo.
Le sue spoglie arrivarono a Siviglia solo nel 1898, dopo un lungo viaggio che le aveva portate prima a Santo Domingo e poi a L’Avana, e ancora oggi c’è chi discute se siano davvero le sue o solo in parte, un mistero che rende il monumento ancora più affascinante.
La immaginavo leggermente più grande, mentirei se dicessi il contrario, ma non ha tradito l’attesa.
È semplicemente stupenda, e restarci davanti qualche minuto in silenzio, provando a immaginare il peso storico di quel nome, è stato uno dei momenti più intensi del mio viaggio a Siviglia.

La salita alla Giralda
Prima di uscire, la Giralda.
Nasce come minareto della Moschea Maggiore, costruito tra il 1184 e il 1198 dagli Almohadi sul modello della Kutubiyya di Marrakech e della Torre Hassan di Rabat, due torri gemelle che condividono con lei lo stesso disegno geometrico alla base.
Salire in cima significa affrontare 34 rampe, non gradini ma rampe, pensate proprio per permettere l’accesso a cavallo, anche ai muezzin chiamati a salire più volte al giorno.
La statua che oggi le dà il nome, il Giraldillo, simbolo della fede trionfante, fu aggiunta solo nel 1568 in cima al campanile rinascimentale costruito dopo che un terremoto, nel 1365, aveva fatto crollare la cupola islamica originale.
È stata una fatica fisica importante, non lo nascondo, ma ripagata da uno skyline che vale ogni rampa: Siviglia che si apre a 360 gradi, i tetti, il fiume, il resto della città che sembra piccola vista da lassù.


Conclusione
Sono uscito dalla Cattedrale di Siviglia con le gambe stanche e la testa piena.
Non capita spesso di visitare un posto immaginato per anni e ritrovarlo esattamente all’altezza delle aspettative, ma con la tomba di Colombo è successo proprio questo.
Se dovessi consigliare una sola tappa a chi visita Siviglia per la prima volta, sarebbe questa: prenota per tempo, metti in conto qualche ora e un po’ di fatica sulle rampe della Giralda, e lasciati sorprendere.
Ne vale davvero la pena.



