Pico de Las Nieves, Gran Canaria: la vetta che vale il viaggio (anche se non ami la montagna)

Gran Canaria non è solo spiagge e resort. Pico de Las Nieves, la vetta più alta dell'isola a 1.949 metri, offre un panorama a 360° che lascia senza parole. In questo articolo racconto la mia esperienza invernale: la sosta a Tejeda, la pineta canaria e il silenzio assoluto della cima.
Skyline di Gran Canaria da Pico de Las Nieves

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Non sono una persona di montagna. Lo dico subito, a scanso di equivoci. Preferisco il mare, la salsedine, l’orizzonte piatto che non chiede sforzo per essere guardato. Eppure, c’è una domenica d’inverno che continuo a riavvolgere nella memoria — come si fa con i film che si vogliono rivivere dall’inizio.

Non conoscevo la destinazione. È stato solo un pò di tempo in auto che ho realizzato che stavo per salire fino a Pico de Las Nieves, il punto più alto dell’isola di Gran Canaria.

Inaspettatamente, posso dirti che è stata una delle esperienze più belle da quando sono qui sull’isola.

Nuvole che si aprivano come sipari, panorami che tolgono il fiato, pinete avvolte nel silenzio invernale.

Questo articolo è il tentativo di raccontare un posto che, anche per chi come me non ama la montagna, ha qualcosa di irresistibile da offrire.

Se vieni in vacanza a Gran Canaria o vivi già sull’isola, questo luogo non può assolutamente mancare nella lista dei luoghi da visitare o vivere.

Il tetto dell’isola: cos’è Pico de Las Nieves

A 1.949 metri sul livello del mare, Pico de Las Nieves non è solo la vetta più alta di Gran Canaria — è il suo cuore geografico, il punto attorno al quale l’isola sembra girare in silenzio.

Il nome evoca la neve, e non è per niente casuale: nei secoli passati, quando le temperature precipitavano, questa sommità si ricopriva di bianco, e il ghiaccio veniva persino raccolto e trasportato a valle per conservare gli alimenti.

Oggi la neve è rara, ma l’aria tagliente e l’orizzonte sconfinato rimangono fedeli alla loro promessa.

Siamo nel cuore del Parque Rural del Nublo, un territorio protetto che custodisce uno degli ambienti naturali più straordinari dell’arcipelago canario. Pini canari, rocce vulcaniche, silenzi che pesano come pietre preziose.

La sosta a Tejeda: il paese fermo nel tempo

Prima ancora di imboccare la salita verso la vetta, il viaggio regala una prima sorpresa: Tejeda, un piccolo borgo di montagna arroccato sulle pendici della caldera, che molti attraversano di corsa senza capire cosa si stanno perdendo.

Mi sono fermato per un attimo e devo dire che ne è valsa la pena.

Tejeda è uno di quei posti che sembrano usciti da un presepe — case bianche e marroni, vicoli stretti, l’odore di legna bruciata nell’aria fredda del pomeriggio.

Il paese si affaccia su un panorama che fa quasi paura per quanto è bello: la Roque Nublo da un lato, le creste rocciose che scendono verso la caldera dall’altro, il Teide (il monte più alto dell’isola di Tenerife) all’orizzonte.

Si, da Gran Canaria si può vedere anche Tenerife.

I punti panoramici lungo la GC-130

Lasciata Tejeda, la strada verso Pico de Las Nieves diventa essa stessa una collezione di belvedere da non perdere. Lungo la GC-130 mi sono fermato più volte. Ci sono scorci che si impongono, che ti obbligano a spegnere il motore e scendere.

  • Mirador de Becerra: uno dei più accessibili, con vista sul Roque Nublo e sulla caldera. Ideale per il primo impatto con la scala del paesaggio.
  • Mirador del Aserrador: più in quota, con la pineta già intorno e le prime nuvole che cominciano a giocare con la luce. È qui che ho capito che stavo entrando in un mondo diverso.

Ogni curva svela qualcosa. E se hai la fortuna — o l’accortezza — di fermarti, ogni sosta aggiunge un livello di intensità all’arrivo in vetta.

Quando visitare Pico de Las Nieves a Gran Canaria

Pico de Las Nieves è una meta che si presta a qualsiasi stagione — e questo è uno dei suoi punti di forza.

In estate è un ottimo modo per sfuggire alla calura della costa: a quasi 2.000 metri la temperatura è sensibilmente più bassa, l’aria è fresca e il panorama è spesso cristallino.

In inverno si vive un’esperienza completamente diversa: il clima è fresco, l’entroterra è quasi deserto e si respira un silenzio che sulla costa non esiste.

Sono salito in cima a metà febbraio, e devo dire che è stata una scelta azzeccata.
Durante la salita ho attraversato un breve tratto dove le nuvole sfioravano la strada — niente di drammatico, quasi un dettaglio, ma abbastanza da creare una piccola atmosfera d’attesa.

Poi la strada è uscita da quel lembo di cielo basso e il panorama si è aperto completamente: cielo sereno, sole pieno e, guardando verso il basso, un manto di nuvole bianche che copriva quasi tutta l’isola.

È una di quelle viste che non ti aspetti di trovare a Gran Canaria. E da sola vale il viaggio fino in cima.

La pineta: una sorpresa lungo la strada

Uno degli aspetti che mi ha colpito di più, forse più della vetta stessa, è la pineta di pini canari (Pinus canariensis) che si attraversa salendo.

Si estende tra i 1.200 e i 1.800 metri circa e cambia radicalmente l’aspetto del paesaggio rispetto alle zone più aride e basse.

I pini canari sono alberi resistentissimi — sopravvivono agli incendi e si rigenerano dalle radici. Camminare o guidare tra loro, specialmente in una giornata invernale con la nebbia bassa, è un’esperienza inaspettata per chi associa Gran Canaria solo alle dune di Maspalomas o alle spiagge del sud.

Ottima anche per una scampagnata tra amici, per una nottata in tenda.
Ti consiglio di fermarti anche qui, non solo in vetta.

Il panorama dalla vetta: cosa si vede

Arrivare in cima è semplice: la strada (asfaltata e sicura) termina direttamente davanti a una base militare, inaccessibile al pubblico. Ai suoi piedi c’è una piccola piazzetta — pochi metri quadrati, qualche muretto, nessuna folla — dove si lascia la macchina e ci si ferma ad ammirare quello che si ha intorno. Niente bar, niente strutture. Solo silenzio e panorama.

E che panorama.

Guardando verso nord-ovest, la sagoma inconfondibile della Roque Nublo si staglia sopra la caldera come un monolite piantato nel cielo — una delle viste più iconiche di Gran Canaria, che da quassù assume una scala completamente diversa rispetto a quando la si guarda dal basso. Più lontano, nelle giornate limpide, si distingue chiaramente la sagoma del Teide su Tenerife, che emerge dall’oceano come un’isola sopra le isole.

Verso sud, lo sguardo scorre lungo l’entroterra e scende fino alla costa: con un po’ di attenzione si riesce a vedere Maspalomas e le sue dune, la macchia chiara e piatta che segna il punto più meridionale dell’isola. È strano e affascinante vedere nello stesso sguardo le montagne e il deserto, il verde della pineta e il beige sabbioso della costa.

Nella valle, i paesini dell’entroterra sembrano minuscoli — gruppi di case bianche aggrappate ai versanti, collegati da strade che da lassù sembrano fili sottili. È uno dei modi migliori per capire quanto sia varia e compatta questa isola.

Sono rimasto lassù più del previsto. Abbiamo tirato fuori dallo zaino un po’ di vino bianco, salumi e crostini — un piccolo break improvvisato, seduto sul muretto della piazzetta con il sole di febbraio addosso e quella vista davanti. Non è stato un pranzo elegante, ma è stato uno dei momenti più belli del viaggio. Certe cose funzionano meglio quando non le pianifichi.

Come arrivare a Pico de Las Nieves in auto

L’opzione più comoda è senza dubbio l’auto. La strada è asfaltata, ben tenuta e non richiede particolari abilità di guida — è però tortuosa, con molte curve e alcuni tratti stretti, quindi è meglio non avere fretta.

I percorsi principali sono due:

  • GC-130 dal versante di Tejeda — più panoramica, consigliata se vuoi goderti il paesaggio.
  • GC-600 dal versante est — più diretta, utile se arrivi dalla zona di Las Palmas.

Il parcheggio alla sommità è gratuito e generalmente non troppo affollato, specialmente in inverno. Da lì si raggiunge il punto panoramico a piedi in pochi minuti.

Informazioni pratiche per visitare Pico de Las Nieves

Pico de Las Nieves non richiede una pianificazione complicata — è uno di quei posti che si raggiunge facilmente e senza costi, ma che ripaga ogni piccola attenzione nella preparazione.

Ecco quello che c’è da sapere prima di partire:

Come arrivare: In auto è la soluzione più comoda e panoramica. Le strade principali di accesso sono la GC-130 da Tejeda e la GC-600 dal versante est. Non è necessario un fuoristrada.

Quando andare: In qualsiasi stagione, ma l’inverno riserva atmosfere uniche con il gioco di nebbia e sole. In estate la visibilità è spesso cristallina.

Cosa portare: Un guscio antivento è indispensabile — in cima soffia sempre una brezza sostenuta, anche quando la costa è ferma. In inverno, un buon pile (il freddo si sente tutto).

Accesso: Libero e gratuito, anche se alcune zone della vetta sono militari e non accessibili al pubblico.

Tempo consigliato: Almeno mezza giornata — meglio una giornata intera se si include la sosta a Tejeda e i miradores lungo la strada.

Conclusioni

Vale la pensa salire fino in cima?

La risposta è Sì — e lo dico da persona che normalmente evita la montagna.

Pico de Las Nieves non ti chiede sforzo fisico, non svuota il portafoglio e non richiede una pianificazione elaborata. Ti chiede solo di staccarti per qualche ora dalla routine del mare e della spiaggia e di salire — letteralmente — a vedere Gran Canaria da un’altra prospettiva.

Quello che trovi lassù è difficile da sintetizzare in una lista di cose da fare. È un insieme di piccole cose che insieme funzionano: il silenzio, il panorama, il Teide all’orizzonte, i paesini nella valle che sembrano in miniatura.

Se stai pianificando un viaggio a Gran Canaria e stai riempiendo l’agenda di spiagge e resort, lascia almeno mezza giornata libera per questo. Non te ne pentirai — e se sei come me, probabilmente tornerai a casa chiedendoti perché non sei salito prima.

Mariano Di Venere (theredmari) travel blogger Gran Canaria e Puglia

Mariano Di Venere

Travel blogger e content creator

La Puglia mi scorre nelle vene, ma oggi la mia vita ha trovato casa a Gran Canaria. È da qui che racconto paesaggi, storie e curiosità della mia nuova isola, senza dimenticare le radici pugliesi che mi accompagnano sempre. Sagittario inquieto, amo viaggiare, scoprire posti nuovi e lasciarmi sorprendere dalla bellezza delle cose.
Sono ossessionato dal rosso, ma questo credo si sia abbondantemente capito.

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