La Calima a Gran Canaria: cos’è, quando arriva e cosa aspettarsi

La calima è uno dei fenomeni meteorologici più caratteristici di Gran Canaria: un vento caldo proveniente dal Sahara che porta polvere, cielo giallognolo e temperature anomale. In questo articolo ti spiego cos'è, quando si verifica e come gestirla: sia da turista che da residente.
Il fenomeno de la Calima a Gran Canaria, nello specifico scorcio su Las Canteras a Las Palmas

Indice dei contenuti

C’è un tipo di mattina a Las Palmas che non somigli a nessun’altra. Il sole è già alto, ma la luce non è quella solita. È diffusa, velata, quasi filtrata attraverso carta da lucido. L’aria è più ferma del solito, e pesa. Sulla ringhiera del balcone, un sottile strato di polvere rossastra che non c’era la sera prima.

Non era nebbia. Non era smog. Era la calima.

Non avevo ancora vissuto un episodio intenso, ma quella mattina a Las Palmas ho capito subito di cosa stessero parlando i residenti. Il cielo aveva smesso di essere azzurro e si era fatto ocra, l’orizzonte sul mare era sfocato, e l’aria aveva un sapore diverso — asciutto, quasi minerale.

Se vieni in vacanza qui o vuoi trasferirti a Gran Canaria, prima o poi ci fai i conti anche tu.

Cos’è la calima: origini e meccanismo

La calima è un fenomeno atmosferico tipico delle Isole Canarie, in particolare delle isole più orientali come Fuerteventura, Lanzarote e Gran Canaria.

Si tratta di un vento di scirocco proveniente da sud-est, dal vicino Sahara, causato dalla formazione di un’area di alta pressione nel Nord Africa.

In parole semplici: l’Africa soffia sull’Atlantico, e le Canarie — che si trovano a meno di 100 chilometri dalla costa africana — si trovano esattamente nel percorso di quella massa d’aria.

Questo vento porta con sé, oltre all’aria calda africana, anche polvere e sabbia finissima che produce una foschia costante e un repentino innalzamento delle temperature. La polvere giallastra è talmente fine da riuscire a passare attraverso porte e finestre chiuse, mentre all’esterno la visibilità si riduce sensibilmente e l’aria si fa pesante.

Uno degli effetti più insoliti che si può osservare durante gli episodi più intensi è la cosiddetta “pioggia rossa”: gocce d’acqua cariche di sabbia sahariana che, cadendo, lasciano tracce rossastre su auto, terrazze e superfici esposte.

Non è comune, ma chi vive qui da anni l’ha vista almeno una volta.

Quando arriva la calima a Gran Canaria

La calima può verificarsi in qualsiasi periodo dell’anno, ma è più comune durante i mesi estivi, in associazione con le masse d’aria calda che si formano sopra le isole.

Detto questo, gli episodi non sono rari neanche in primavera o a fine inverno – e chi segue le previsioni dell’AEMET (l’agenzia meteorologica spagnola) sa bene che le allerte gialle per polveri sahariane possono scattare praticamente in qualunque mese.

La durata varia molto: da pochi giorni fino a una settimana, a seconda dell’intensità dei venti e delle condizioni atmosferiche generali. Nella maggior parte dei casi si parla di due o tre giorni, poi il vento torna a girare, gli alisei atlantici riprendono il sopravvento e il cielo si pulisce quasi di colpo.

Come riconoscere la calima: i segnali da non ignorare

Se sei a Las Palmas o comunque sull’isola e ti chiedi se quella strana atmosfera sia calima o semplicemente un giorno nuvoloso, ci sono alcuni segnali inequivocabili:

Il cielo cambia colore.
Non diventa grigio come nelle giornate coperte italiane — diventa giallo, ocra, quasi arancione nelle ore più intense. Il sole è lì, ma come nascosto dietro un vetro sporco.

L’aria è secca e ferma.
Uno degli aspetti più riconoscibili per chi ci vive: il vento degli alisei — che a Las Palmas è quasi una costante — si azzera. Al suo posto c’è un calore fermo, pesante, che non lascia scampo.

La polvere è ovunque.
Sull’auto, sui davanzali, sulle sedie della terrazza. Anche con le finestre chiuse, trovi uno strato sottile di sabbia rossastra sulle superfici.

La visibilità sul mare cala.
Dall’Avenida Maritima o dalla spiaggia di Las Canteras, l’orizzonte — di solito nitidissimo — scompare in una foschia color sabbia.

Calima da Plaza Santa Ana

Effetti sulla salute e sulla vita quotidiana

La calima crea una nebbia calda e secca che può causare irritazione alle vie respiratorie e ridurre la visibilità, ricoprendo le superfici di polvere fine.

Per i residenti sani, l’impatto è per lo più di disagio: qualche prurito agli occhi, gola secca, il fastidio di pulire tutto ogni giorno. Per chi soffre di asma, allergie respiratorie o patologie polmonari, però, può essere un problema reale. In quei giorni è meglio limitare le uscite nelle ore centrali e, se si è costretti a stare all’aperto a lungo, può essere utile coprirsi naso e bocca.

Le temperature, durante la calima, possono salire in modo anomalo.
Per tutta la durata del fenomeno le temperature si stabilizzano intorno ai 40°C nelle giornate più intense, un dato che stona molto con la mitezza climatica abituale dell’isola. Se sei abituato ai 22-24°C di Las Palmas, 36-38°C — con aria ferma e secca — si sentono tutti.

La calima rovina la vacanza?

La risposta onesta è: dipende dall’intensità e da quanto dura. Nella maggior parte dei casi, no.

Gli episodi lievi — che sono anche i più frequenti — cambiano l’estetica della giornata ma non la sostanza. Il mare c’è, i locali sono aperti, la vita scorre. Cambi qualche piano all’aperto, eviti le ore più calde, e ti adatti come fanno tutti qui.

Gli episodi intensi, quelli con visibilità quasi azzerata e temperature africane, sono più rari e tendenzialmente brevi. In casi estremi la calima può essere talmente forte da ridurre la visibilità al punto di bloccare i voli, ma si tratta di eventi molto rari.

Come dice chiunque viva qui da tempo: è parte del carattere dell’isola. Gran Canaria non è una cartolina statica — è un posto vivo, con un clima che ogni tanto ti ricorda quanto sia vicino all’Africa.

Un dettaglio che non ti aspetti: i tramonti durante la calima

Una cosa che ho notato nelle giornate di calima a Las Palmas: i tramonti cambiano completamente. La polvere sahariana in sospensione filtra la luce in modo diverso dal solito: il cielo prende tonalità arancioni e rossastre più accese di quelle normali, e l’effetto dal lungomare o dalla spiaggia di Las Canteras è davvero particolare.

Non è una consolazione da cartolina — è semplicemente un fatto.
Se esci la sera durante la calima, vale la pena guardare verso ovest. È probabilmente l’unico aspetto del fenomeno che non ti fa rimpiangere il cielo azzurro.

Mariano Di Venere (theredmari) travel blogger Gran Canaria e Puglia

Mariano Di Venere

Travel blogger e content creator

La Puglia mi scorre nelle vene, ma oggi la mia vita ha trovato casa a Gran Canaria. È da qui che racconto paesaggi, storie e curiosità della mia nuova isola, senza dimenticare le radici pugliesi che mi accompagnano sempre. Sagittario inquieto, amo viaggiare, scoprire posti nuovi e lasciarmi sorprendere dalla bellezza delle cose.
Sono ossessionato dal rosso, ma questo credo si sia abbondantemente capito.

Dammi un suggerimento

Non hai trovato quello che cercavi?
Suggeriscimi argomenti e temi che ti piacerebbe approfondire.

error: Questo contenuto è protetto!